Ristorante - Albergo Leonardo's

Agerola

Situato a metà strada tra mare e montagna, Agerola, tesoro della Costiera Amalfitana, attrae per il suo paesaggio particolare, tanto da essere spesso paragonato a quello alpino, ricco di boschi di castagni, prati e frutteti. Il dolce clima, mitigato dalla vicinanza della costa, rende piacevole la permanenza, facendo del turismo una delle risorse economiche del paese. L'abitato si estende a ferro di cavallo sul declivio dei Monti Lattari, da cui si gode di una vista meravigliosa su tutta la Costiera Amalfitana. Due belvedere regalano panorami di incomparabile bellezza, da mozzare il fiato: il primo, in località San Lazzaro, si affaccia a strapiombo sul mare e sovrasta in linea retta la città di Amalfi, mentre il secondo, a Punta San Lazzaro, abbraccia un'ampia porzione della costa fino ad avvistare l'isola di Capri. Inoltre, nelle varie frazioni del paese, la presenza di antichi edifici religiosi invita il turista a scoprire la storia passata e a collegarla con il presente. Agerola vive oggi anche una vita da capitale del turismo eno-gastronomico, grazie all'abbondanza di peculiarità agro-alimentari che ne caratterizzano il territorio. Il paese, grazie alla propria collocazione geografica, unica nel suo genere, propone una incredibile varietà di prodotti, che contemplano esperienze gustative di mare e montagna, oltre alle prelibatezze locali di fama internazionale, quale il tipico fiordilatte, lavorato in diversi modi e offerto in forme accattivanti e genuine, oppure il pane nero, detto anche pan biscotto (cotto due volte), ottimo da solo o accompagnato dagli altri prodotti locali, soprattutto dai pomodori. In abbinamento all'arte culinaria, Agerola propone da anni un ricco calendario di eventi, che contempla rievocazioni storiche di grande interesse e sagre che richiamano visitatori da tutta Italia. Dal punto di vista storico, molto probabilmente la città fu fondata nel III secolo a.C. da profughi picentini, poi sottomessi dai Romani, come testimoniano i reperti trovati in località Radiosa, tra cui monete del periodo dei Cesari. L'area continuò ad essere abitata in epoca romana come evidenziano le tracce dell'eruzione del 79 d.C., che tuttavia non arrestò lo sviluppo del territorio e delle sue ricchezze, tra cui la produzione di latte locale, già decantata da Galeno nel II sec. d. C., assieme alla mitezza del clima e all'aria salubre, che favorivano un "riposo rinfrancante". Agerola divenne in questo periodo un grosso centro di produzione di laterizi e di ceramica per stoviglie. Gli agerolesi infatti furono i primi ceramisti della costiera. Prima del Mille, la città divenne ricca e famosa per l'allevamento del baco da seta, tecnica appresa dagli amalfitani in Oriente. Una colonia di ebrei promosse anche la lavorazione della seta, proseguita fino all'Unità d'Italia, quando questa produzione si concluse definitivamente. Durante lo splendore della Repubblica Amalfitana molti alberi secolari vennero abbattuti per costruire grandi e piccole imbarcazioni. Nel Medioevo si coltivava anche una rosa bianca, la "rosaria" per ricavarne essenze ricercate, un'industria fiorente fino al Seicento. Contemporaneamente fu dato avvio alla lavorazione del cotone e della lana, e ben presto Agerola divenne un importante centro tessile. Tipici del territorio erano anche i mulini ad acqua, che permisero la creazione di cartiere, come quella di Ponte del 1700 e di Amalfi. Intorno al Seicento, la posizione impervia e difficilmente raggiungibile del paese favorì il fenomeno del brigantaggio, che venne poi arginato grazie alle riforme borboniche. Queste assicurarono ad Agerola anche un periodo di prosperità economica, dovuto soprattutto all'abbassamento delle tasse. Gli intellettuali agerolosi, animati dagli ideali della Rivoluzione Francese, favorirono l'adesione di Agerola alla Costituzione democratica della Repubblica Partenopea. Successivamente, dopo il 1815, si diffusero le società segrete, fra cui vi era quella capeggiata da Flavio Gioia e Salvatore Avitabile. Nel 1844, grazie all'opera del generale Avitabile, si decretò il passaggio di Agerola dalla provincia di Salerno a quella di Napoli. L'illustre cittadino di Agerola è soprattutto noto per aver realizzato la selezione della razza bovina locale, detta "mucca agerolese", che ha favorito la produzione di latte, divenuto simbolo per un intero territorio. Dopo l'Unità d'Italia, e soprattutto con l'abolizione delle barriere doganali, iniziò il declino economico del settore manifatturiero: l'impoverimento della popolazione e il malcontento generale provocarono la ripresa del brigantaggio che creò proprio qui il suo quartier generale, grazie alla figura leggendaria di Melchiorre Vespoli. Dopo un secolo di relativa povertà, dal 1950 si è avuta una notevole ripresa economica, grazie anche a piccoli laboratori artigianali in cui vengono confezionati, con tessuti di garza di cotone, i famosi "abiti di Positano", formidabili creazioni di pantaloni e camicie realizzati su misura e consegnati in poche ore, che vanno a ruba fra i turisti.

 

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Veduta Monte Tre Calli E S. Angelo A Tre Pizzi


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Agerola e la Costiera degli Dei

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